Vincenzo Gabussi – Dodici Ariette

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C705-CR8

Vincenzo Gabussi 
Dodici Ariette for Voice and Piano
1826 
Critical revision Emilio Sala 
Score editing Alessandro Monga
Includes Guarda che bianca luna, the Arietta for a long time attributed to Vincenzo Bellini!

On 3 May 1827, Rossini wrote from Paris to Giuditta Pasta, who was at that time living in the English capital, a letter of introduction of behalf of “this admirable young man whose talent and personality will do credit to you and to all those willing to take an interest in him.” Vincenzo, a native of Bologna, was the younger brother of Giuseppe Gabussi, father of the singer Rita Gabussi and a famous patriot (like Carlo Pepoli, he fled from Bologna after the 1831 uprising). In London, Vincenzo had great success as a singing master and composer of vocal chamber music, so much so that Francesco Regli, in his famous Dizionario biografico (1860), described him as a ‘new Schubert’ […] The Dodici Ariette contributed in no small measure to launching Gabussi at an international level. […] Significant is the presence in the Dodici Ariette of a text such as Guarda che bianca luna (no. 7) by Jacopo Vittorelli, justly described by Carlida Steffan as an obligatory “textual crossroads”, tackled by dozens of composers (it was set to music not only by Giovanni Battista Perucchini but also by, among others, Schubert, Donizetti, and Verdi).



Vincenzo Gabussi
Dodici Ariette for Voice and Piano
1826
Critical revision Emilio Sala
Score editing Alessandro Monga

  1. L’estasi amorosa Andante con moto
  2. La neve Allegretto scherzoso
  3. La schiavitù d'Amore Andante con moto
  4. L’inesperienza Allegro grazioso
  5. La desolazione Andante
  6. L’incostanza velata Andantino
  7. La luna Andante con molta grazia
  8. L’amorosa ingenuità Allegretto, Scherzoso con moto
  9. Ode sopra Amore Andantino non tanto
  10. La protesta d'Amore Andante con grazia
  11. L’invito a Cloe Allegretto sentimentale
  12. L’estrema preghiera Molto Adagio
  • For medium female or male voices.
  • Vocal extension: C3 - G4
More Information
Publisher © 2017 Consonarte
Catalogue No. C705
Format Paper
Language Italian / English
Pages 96
Dimensions 310mm x 230mm
Score Weight 370gr
ISMN 979-0-708148-99-9
HAR Title ID 185004318
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“Guarda che bianca luna”: Gabussi & Bellini, Omonimia?

Gabussi C705 Cover

Quando nel 1826 Vincenzo Gabussi (1800-1846) pubblicò presso l’editore Ricordi le sue Dodici Ariette con accompagnamento di pianoforte, era in procinto di trasferirsi a Londra. In data 3 maggio 1827, Rossini scrisse da Parigi a Giuditta Pasta, che risiedeva in quel momento nella capitale inglese, per raccomandare “questo bravo giovine il di cui talento, e carattere faranno onore a te, ed a tutti coloro che vorranno interessarsi per lui”. […]

La tradizione, non priva di un côté mitologico, dei maestri di “belcanto” italiano a Londra risale almeno al grande successo che in tale ruolo ebbe Porpora negli anni ’30 del Settecento. Attraverso vari musicisti suoi conterranei e in particolare il di lui allievo Domenico Corri, presente in Inghilterra e a Londra dagli anni ’80 del secolo XVIII, si può ricostruire un filo continuo che corrisponde a una storia ancora in corso – quella della fascinazione (inglese ma non solo) per il canto italiano. […]

Ma tra coloro che prepararono particolarmente il terreno a Gabussi ci fu soprattutto il leggendario cantante rossiniano Manuel García. Sul Times del 30 gennaio 1824 si legge che García aveva aperto un’accademia di canto a casa sua (21 Dover Street, Piccadilly), “for the express purpose of giving lessons in the ART of ITALIAN SINGING” (il maiuscolo è nell’originale). Non a caso nello stesso anno egli pubblicò anche gli Exercises and Method for Singing. Il suo magistero si rivolgeva tanto ai dilettanti quanto a coloro che intendevano intraprendere la carriera di professionisti. […]

Gabussi giunse nella capitale inglese poco dopo, come abbiamo visto, nel 1827. Divenne subito molto popolare. Nei Lady Morgan’s Memoirs Gabussi è nominato più di una volta. In data 4 agosto 1833, Lady Sidney Morgan annota: “Yesterday Bellini and Gabussi came, and sang and played like angels”. Forse Bellini aveva cantato la sua “romanzetta” Vaga luna che, come recita il frontespizio dell’edizione Ricordi, venne appunto “composta a Londra”. D’altra parte Bellini e Gabussi appartengono alla stessa generazione ed echi belliniani tralucono in fi ligrana in alcune ariette di quest’ultimo. Nell’arietta N. 4 delle Dodici Ariette (intitolata L’inesperienza), a cui rimando il lettore, è possibile indovinare anche un’interferenza gabussiana in Bellini. […]

Ma per quanto riguarda le interferenze tra Gabussi e Bellini non se ne può non citare una di tipo “involontario”, di cui si è subito accorta Anna Bonitatibus (la madrina di questa benemerita collana). Una delle Dodici Ariette di Gabussi (la N. 7, sul famoso testo “Guarda che bianca luna”) è identica a quella – sulle stesse parole – di Bellini. Com’è possibile? […]

Emilio Sala
Estratti dal saggio di presentazione dell’edizione de Dodici Ariette di Vincenzo Gabussi
1 luglio 2017 © Consonarte


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